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    June 20

    ● shε's gσt α bσDч likε αи hσuяglαss

     
     
    Capitolo otto.
    Gelo.

    Ciò che si era trasferito dal corpo di Manuel e dal mio aveva colpito in pieno Andrew.
    Insieme l’avevamo congelato, una cosa con la quale lui non avrebbe potuto vivere. La sua anima era fatta di fuoco, il suo corpo ardeva, e congelarlo avrebbe significato togliergli la vita.
     Voltai la pagina del libro e mi sforzai di leggere. Ancora una volta mi interruppi per prendere un fazzoletto e soffiarmi il naso, ma inevitabilmente, una lacrima scivolò, e si andò a posare sopra la pagina, allargandosi sempre più.
    La fissai, e chiusi gli occhi.
    L'hai congelato” sentii risuonarmi le parole di Manuel nella testa, e ciò che era successo quella mattina riaffiorò all’istante nella mia mente.
    Cosa!? In che senso?” ma Manuel non rispose mai alla mia domanda. Fissò gli occhi nei miei, privi di qualsiasi emozioni in quel momento. Non c’era traccia della rabbia con cui si era abbattuto sul fratello. Adesso erano febbrili e cercavano qualcosa nel mio volto. “Provaci” disse solamente.
    “A fare che cosa?”A fare il contrario. Trasferiscigli il tuo calore, puoi farlo
    Ricordai che in quel momento avevo provato un forte desiderio di mettermi ad urlare.
     “Laura..” la voce di Andrew era debole, debolissima. Un sussurro fioco che mi spaventò a morte. “Dammi la mano” ubbidii, senza capire veramente ciò che stavo facendo.
    Concentrati” incalzò Manuel. Poi la sua voce risuonò molto più vicina, molto più vivida. “Che cosa stai leggendo?”
    Feci un balzo sul letto e lo trovai appoggiato al piano cottura della cucina. Si strinse nelle spalle e non aveva un bell’aspetto. La sua espressione era, finalmente, neutrale. “Ti ODIO! Vattene! Vattene !”
    Ero stata forse ingiusta? No. Strinsi la mascella, e ignorai il fatto che fosse apparso senza che l’avessi invitato. Non risposi neppure alla domanda che mi aveva fatto. “Come sta?”
     “Si riprenderà. Forse domani sarà già qui..” sussurrò piano.
     Bene, dissi dentro di me. Chiusi gli occhi e sospirai, sdraiandomi sul letto.
    “Sei ancora arrabbiata?” adesso la voce era ancora più vicina. Non riaprii gli occhi, non volevo vederlo. sentii il letto abbassarsi, e senza pensarci mi allontanai da lui immediatamente.
    Lo sentii trattenere il respiro, e poi buttar fuori l’aria rumorosamente. Sentivo la sua frustrazione sulla pelle.
     “Scusa”
    Spalancai gli occhi. L’orgoglioso si stava scusando? L’arrogante dallo sguardo duro e impenetrabile si stava scusando?
     “Scusa per prima. Per come mi sono comportato, non avrei dovuto..” ma non concluse. Io non credevo alle mie orecchie. Si stava scusando. Era una cosa da mettere agli atti, questa. Si stava scusando!
     “Ti ODIO !” riecheggiò nella mia mente. “Quel che è successo è soltanto colpa mia..”
     Lo stavo guardando sorpresa, nascondendo ciò che provavo dentro, cercando di trattenere quel ricordo amaro. Ma quando disse quello, non riuscii a sopportarlo. “Non è colpa tua. È colpa mia, mi sono arrabbiata..”
    Vattene !”
     “Ma chi ti ha fatto arrabbiare? Io. Quindi..”
    “No, non avrei dovuto arrabbiarmi in quel modo. Forse sarà stata anche colpa tua, ma quel che è successo a Andrew, quel che ho fatto a Andrew, è dipeso dalla mia incapacità di controllare i poteri..” dissi facendo una smorfia. Okay, si stava scusando, e io gli stavo levando ogni motivo per scusarsi. Grande Laura, vai che così che ce la fai. Basta! pensai, e tutti gli ingranaggi del cervello smisero di ruotare all’unisono.
    Erano le nove e mezzo. I miei erano andati a salutare degli amici della zia in fondo alla strada, in quel momento la sentii gridare contro uno dei suoi cani. Ero da sola. Sola con Manuel.
    Un brivido mi attraversò le braccia, e di nuovo sentii nella mia testa quell’accusa: “Ti odio..”
    “Io non ti odio” mi accorsi di averlo detto un secondo dopo averlo pronunciato.
     “Cosa?”
    “Io non ti odio” ripetei, un po’ piccata. Come quella stessa mattina, guardavo dappertutto tranne che dalla sua parte.
     “Invece faresti bene ad odiarmi. Hai tutti i motivi”
    “Non mi piace odiare” mormorai. Un’altra lacrima traditrice scivolò dalle ciglia. Percorrendo la guancia, sembrava che stesse scavando una fossa. La mia fossa di umiliazione.
    Un tocco lieve, non tanto freddo come immaginavo, mi sfiorò la guancia. Le dita di Manuel trattennero la lacrima, poi si andarono a posare sotto il mento. Mi alzò il viso e fissò gli occhi nei miei.
     Trattenni il fiato più che potei, ma alla fine lasciai andare un respiro tremulo. Le sue iridi di smeraldo cercavano qualcosa nelle mie, qualcosa che sapevo non avrebbero mai trovato.
     “Non piangere” disse flebile. Era una semplice richiesta, ma non riuscivo a trattenere le lacrime. “Per favore..” continuò.
    In quel momento lo vidi di nuovo come l’avevo visto la prima volta. La dura pietra si sciolse: mi stava implorando, non era una richiesta.
    Scossi la testa. “Non ci riesco”
    In quel momento lui si avvicinò, troppo, e pensai che stesse di nuovo per baciarmi. Invece sentii la sua mano sulla nuca, e le sue braccia che mi avvolgevano. Il suo odore mi investì.
     Chiusi gli occhi e appoggiai la testa alla sua spalla.
     
    E precipitai.. mi sentivo cadere. Il terreno mi mancava sotto i piedi. Tutto si era spento, le nostre voci, la luce tenue della lampada, tutto. Era un terribile buco nero che risucchiava tutto, e mi stava risucchiando. Precipitavo nel vuoto, nel nulla assoluto. Non trovavo nessun appiglio, niente cui riuscivo a tenermi, fu allora che cominciai ad urlare.
    Urlavo, ma le mie grida si perdevano nel vuoto. Nessuno mi sentiva, nessuno mi aiutava. Cadevo, sentivo che stavo arrivando in fondo, percepivo che avrei toccato il pavimento da un momento all'altro.
      Sentii uno schiocco. Finalmente ero arrivata. Il freddo mi avvolse.
     “Laura! Laura svegliati! Svegliati!”
    Mi svegliai di soprassalto, le urla che ancora mi squarciavano la gola. Cominciai ad ansimare, non riuscivo a respirare. Il freddo che mi aveva avvolto non erano state altro che le braccia di Manuel. Lo fissai senza capire per cinque minuti buoni, mentre cercavo di rallentare il cuore. Niente da fare, andava a duemila.
    Fissai i suoi occhi terrorizzati, e poi lo abbracciai, cominciando a singhiozzare.
     Era già mattina. La sera prima ci eravamo addormentati, a quanto mi ricordavo. Chissà se lui era restato. Chissà se i miei genitori lo avevano visto. Chissà cosa diavolo era quella roba in fondo alla stanza.
     Mi allontanai da Manuel e fissai la nebulosa che a poco a poco si stava creando, di un viola spento. Prese le forme di una persona, di una ragazzo, e in poco tempo, pochissimo, capii chi fosse.
     Manuel scattò all’istante, frapponendosi fra me e lui, lo stesso che aveva già provato ad eliminarmi a casa della nonna. In quel momento anche Andrew si materializzò nella stanza.
     Era materialmente impossibile che da solo potesse contrastare sia Andrew che Manuel, ma lo fece, e con un’abilità che mi lasciò senza fiato. I fasci di energia malvagia si alternavano alla magia bianca che usavano i due fratelli, ed era vera e propria magia.
    Le vetrine dei mobili cominciarono a disintegrandosi, implodendo e sparpagliando le schegge per la stanza. D’un tratto apparvero altre due persone, che subito se la presero con Andrew.
     Non sembrava affatto in difficoltà, anzi. Quei due in confronto a lui non erano niente, e lo avevo capito subito. Le uniche aure potenti nella stanza erano quelle di Andrew, suo fratello e lui, sempre lui.
    Cominciai a provare vero e proprio odio. Dovevo fare qualcosa anche io !
    “Resta dove sei!” disse Manuel, prima che potessi esprimere anche soltanto il desiderio di muovermi.
     “Ma voglio aiutarti!” ribattei decisa. Effettivamente, dei due, era quello che si trovava più in difficoltà.
     “Non ti muovere!” e subito un esplosione coprì la sua voce, facendogli fare qualche passo indietro.
     Mi guardò in viso, e con gli occhi ripeté ciò che aveva detto prima.
     “Io ti posso aiutare! Dammi la possibilità!”
     “No” ribadì. Grugnii, frustata. Testardo! Mi parai al suo fianco, senza che se ne accorgesse, e senza sapere cosa stessi facendo esattamente, sollevai una mano. Guardai con disprezzo il primo dei venuti, mentre gli altri guardavano me, preoccupati.
    Non appena dalla mia mano fuoriuscì un fiotto di energia blu elettrico, svanirono nel nulla. Solo il primo restò fermo dov’era, e con un movimento pigro e noncurante, deviò l’energia. Colpii in pieno il muro alle sue spalle, dove subito si allargò una fossa.
     Nella stanza si espanse una stranissima nebbia, e dopo poco sentii qualcuno che mi toccava il braccio sinistro: era Andrew. Quasi cacciai un urlo dallo spavento.
     Non avrei dovuto abbassare la guardia, come ovviamente non fecero Manuel e Andrew, ma non appena la stanza fu di nuovo visibile, feci un passo indietro, con gli occhi spalancati.
    Delle lame stavano attraversando lo spazio che ci dividevano da lui. Manuel fece appena in tempo a fermarle, ghiacciandole tutte insieme, ma continuarono lo stesso la loro corsa, divenendo forse più letali.
     Il tempo cominciò a rallentare.
     Feci uno scatto, ma fu ugualmente lentissimo. Sentii le pupille dilatarsi, qualcosa che cresceva dentro di me e che si diffondeva in tutto il mio corpo.. ma poi mi bloccai. E attesi.
     Anche le lame ghiacciate si fermarono, o almeno, quella che puntava dritta alla mia faccia si fermò.
    Poi sentii un dolore pungente, una gelida carezza da qualcosa di appuntito che perforava la carne. Perforandomi il cuore.

    Comments (12)

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    tesorooo!
    che dolce che è quel mascalzone di manuel! (L)

    devo leggere assolutamente il prossimo U.U
    a tra poco! xD
    June 24
    Eccomi qui;; inizio il commento prima di leggere il capitolo, e per
    congratularmi con te per quello precedente. Ricordavo quello che scrissi tempo
    fa, prima della tua uscita di testa che ti ha portato a riscrivere tutto.. :D
    Bè, anche se immaginavo come si sarebbe svolto il tutto, sono stata lo stesso travolta da un
    senso di angoscia per Andrew, anche se non lo sopporto minimamente ù.ù

    Bè, che dire,, corro a leggere il capitolo qui sopra e ti faccio sapere :D

    Oddio!.. Troppo troppo troppo bello! :D Davvero tesò, questo capitolo è degno
    di una scrittrice di successo. Che poi, a tal proposito, hai ragione sulla copertina, uff..
    Però vabè, dai.. Sognare non costa nulla. E tu con questa storia, ci stai facendo sognare tutte
    quante, tesoro mio!
    June 23
    riecomiii dalla lunga settimana*__*
    come staiii???
    LLLLL
    June 23
    Bri Briiii!!! Sono di nuovo qui..
    Che bello, hai aggiornato!!!!
    Appena posso leggo tutto!! Te lo prometto!

    Baci ^_^
    June 22
    Io sono Martina..
    quanti anni hai?
    June 22
    ìo ho tredìcì annì..sono pìccolìna!
    eheh..beh..cì.emme,cu..come va?
    bacìììì♥
    June 22
    ìo sono denìse{denì}
    annì?
    bacìo♥
    June 21
    Complimenti *o*
    June 21
    è no... proprio no.. NON PUOI FARE FINIRE UN CAPITOLO COSìììì DEVO SAPERE COSA C'è DOPOOO!!!!
    ''Perforandomi il cuore.'' Quindi è morta?! Mamma santa pubblica il prossimo appena puoi xD
    Cmq esami quasi finiti ora mi aspettano gli orali.. :(((
    Baci Grandi!
    June 21
    El¹noisewrote:
    Giàggià, mi unisco αnch'io αllα minαcciα
    di Sαmy verso questo misterioso "lui"!!!! :@

    Comunque siα, cαpitolo stupendoso come αl
    solitooo ;) questo cαpitolo erα prαticαmente uguαle
    αnche nellα primα versione dellα storiα vero? ^^

    Un bαcioooo. (L)
    June 21
    Sαmỹwrote:
    Finalmente Manuel sta cominciando a fare il bravo u.u
    Che dolce *______*
    hemhem,, questo "lui" è stato già minacciato di morte dalla sottoscritta, tempo fa..
    Ma adesso lo riminaccio: ç°#§*+][=&/%£$!!?\|!?!.

    Fatto U.U
    La tua manager aspetta con ansia di parlare con lei, Miss.
    *look* dove sei finita non lo so.. >_______<

    Ti amo.
    June 20
    GRAZìE PER AVER RìCAMBìATO^^
    CMQ CM Tì CHìAMì???
    BACìì♥
    June 20

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